lunedì 14 luglio 2014

CHI BOMBARDA GAZA ?

DI MANLIO DINUCCI
ilmanifesto.it
I cac­cia­bom­bar­dieri che mar­tel­lano Gaza sono F-16 e F-15 for­niti dagli Usa a Israele (oltre 300, più altri aerei ed eli­cot­teri da guerra), insieme a migliaia di mis­sili e bombe a guida satel­li­tare e laser.


martedì 27 maggio 2014

Il Kosovo, ancora il Kosovo

“Nei drammatici avvenimenti e scenari di guerra in Ucraina e non solo, la cosiddetta “questione Kosovo” attraversa analisi, riferimenti, raffronti, alle volte in modo consono, altre volte strumentale. Chi semina vento raccoglie tempeste, si potrebbe sintetizzare, riferendosi alle strategie e scelte delle leadership occidentali e statunitensi in primis.
Un aspetto sicuramente emerge come dato di fatto, grazie all’”operazione Kosovo”, gestita dalla NATO, lo stravolgimento e annichilimento del Diritto Internazionale, cominciato con il processo di distruzione della Jugoslavia e approdato alla rapina della provincia alla Serbia, ha aperto scenari di destabilizzazione e conflittualità dilaganti e a macchia d’olio in ogni angolo del mondo. Ma il Kosovo resta un modello solo per quelle realtà filo occidentali e vogliose di vendere la propria indipendenza e sovranità ai grandi poteri finanziari e militari occidentali.
Al contrario per paesi e popoli alla ricerca di autonomi ed indipendenti processi di sviluppo e soluzione dei propri problemi, il Kosovo non può essere un modello; semplicemente perché il Kosovo è una soluzione imposta con una guerra della NATO, estraneo a qualsiasi processo di emancipazione, liberazione o indipendenza di un popolo.
Il Kosovo è semplicemente un entità che esiste e sopravvive solo grazie alla presenza di forze militari straniere che impongono lo status quo, per propri interessi geostrategici e per una scelta geopolitica, estranea agli stessi interessi della popolazione onesta albanese. Senza di queste in pochi giorni tornerebbe ad essere ciò che è sempre stato, una provincia serba in cui hanno da sempre convissuto, quattordici minoranze paritariamente, e non ciò che è oggi: un narcostato nel cuore dell’Europa, teatro di pulizie etniche, violenze, terrore e criminalità, imposte da una dirigenza criminale e terrorista alla popolazione civile, occupato militarmente da migliaia di soldati stranieri (occidentali) e dalla più grande base statunitense dai tempi del Vietnam.”
Il Kosovo, ancora il Kosovo, dopo la Crimea, ora anche nell’Ucraina orientale, la “questione Kosovo” ineluttabilmente riemerge, come una metastasi, di Enrico Vigna continua

http://byebyeunclesam.wordpress.com/2014/05/16/il-kosovo-ancora-il-kosovo/

domenica 27 aprile 2014

DIETRO ALLE GUERRE CI SONO I BANCHIERI

Hsbc
FONTE: WASHINGTONBLOG.COM
Tutte le guerre sono guerre di banche

L'ex amministratore delegato di Goldman Sachs - e capo del gruppo di analisti internazionali presso la Bear Stearns a Londra (Nomi Prins) -sostiene che "Per tutto il secolo che ho esaminato, che ha avuto inizio con il Panico del 1907 ... quello che ho rilevato, accedendo agli archivi di ogni presidenza, è che nel corso di numerosi eventi e periodi particolari i banchieri sono sempre stati in costante comunicazione con la Casa Bianca – e non solo riguardo a temi finanziari e di politica economica, e quindi di politica commerciale, ma anche riguardo ad argomenti strettamente legati alla I Guerra Mondiale, alla II Guerra Mondiale e poi alla Guerra Fredda, in termini di piani di espansione politica dell’America come superpotenza del mondo, alimentata dalla sua espansione finanziaria attraverso lo sviluppo della sua comunità bancaria.”
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All'inizio della I Guerra Mondiale, Woodrow Wilson aveva adottato una politica di neutralità. 


Ma quelli della Banca Morgan, la più potente banca del tempo, che durante la I Guerra Mondiale aveva raccolto oltre il 75% dei finanziamenti per le forze alleate, indussero Wilson fuori dalla sua posizione di neutralità prima di quanto avesse voluto fare,  dato il loro forte desiderio di essere in qualche modo coinvolti nella guerra. Ora, dall’altro lato di quella guerra, c’era, ad esempio, la National City Bank, che, anche se lavorava a fianco della Morgan nel finanziamento ai francesi e agli inglesi, non si faceva problemi a lavorare anche per finanziare alcune cose sul fronte tedesco, come anche fece la Chase…
Quando Eisenhower divenne presidente, gli Stati Uniti stavano vivendo quest’espansione, fornendo, sotto la sua guida, aiuti e sostegni militari a quei paesi sotto la cosiddetta “minaccia” di essere sopraffatti dal comunismo ... Quello che fecero i banchieri fu l’insediamento di presidi in zone come Cuba e Beirut in Libano per stabilire delle roccaforti statunitensi nella Guerra Fredda contro l’Unione Sovietica.  E fu così che finanza e politica estera iniziarono a essere molto ben allineate.
Poi, negli anni ’70, divennero un po’ meno allineate, poiché mentre l'America continuava la sua politica estera di espansione, i banchieri trovarono il petrolio e fecero uno sforzo immane per attivare delle nuove relazioni in Medio Oriente, relazioni che poi il Governo Americano finì con il seguire. Ad esempio, in Arabia Saudita ed altri luoghi simili, ottennero l’accesso ai petrodollari per poi riciclarli in debiti dell’America Latina e altre forme di prestiti nel resto del mondo.   Questo faceva in quegli anni il Governo Americano.
La JP Morgan, inoltre, aveva acquisito il controllo dei 25 principali quotidiani americani, allo scopo di propagandare l'opinione pubblica statunitense pilotandola in favore dell’entrata degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale.
E possiamo dirlo:  molte grandi banche hanno realmente finanziato I Nazisti.
Nel 1998 la BBC riportò che “La Barclays Bank ha accettato di pagare $ 3.6 milioni a favore degli ebrei i cui beni erano stati sequestrati dai rami francesi della banca britannica durante la seconda guerra mondiale”.
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La Chase Manhattan Bank ha ammesso di aver sequestrato, durante la Seconda Guerra Mondiale, circa 100 conti intestati ad ebrei nella sua filiale di Parigi.... "Recenti rapporti non classificati dal Tesoro degli Stati Uniti sulle attività di Chase a Parigi nel 1940 indicano che la branch locale ha lavorato in stretta collaborazione con le autorità tedesche per bloccare i beni degli ebrei”.   
Il New York Daily News riportò, lo stesso anno: “I rapporti tra la Chase ed i nazisti, a quanto pare, erano piuttosto amichevoli, talmente che Carlos Niedermann, capo della filiale Chase di Parigi,  scrisse al suo supervisore di Manhattan che la ‘banca godeva di molta stima presso i funzionari tedeschi’ e vantava ‘una rapida crescita dei depositi’ (Newsweek).”
La lettera di Niedermann fu scritta nel maggio del 1942, ovvero cinque mesi dopo che i giapponesi avevano bombardato Pearl Harbor e che gli Stati Uniti erano entrati in guerra contro la Germania.
Nel 1999 la BBC riportò che: “Una commissione governativa francese, indagando sul sequestro dei conti bancari ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale,  riferì che erano coinvolte cinque banche americane: Chase Manhattan, JP Morgan, Guaranty Trust Co. di New York, la Banca della città di New York e American Express.  Emerse inoltre che le loro branch di Parigi consegnarono agli occupanti nazisti circa un centinaio di questi conti”.
Uno dei principali quotidiani britannici - il Guardian – riportò nel 2004 che:“Il nonno di George Bush, (padre di George H.W., padre di Bush), il compianto senatore degli Stati Uniti Prescott Bush,  era amministratore e socio in società che trassero largo profitto dal loro coinvolgimento nel finanziare la Germania nazista”.
The Guardian ha ottenuto la conferma, da documenti dell’Archivio Nazionale degli Stati Uniti recentemente scoperti, che la società di cui Prescott Bush era amministratore fu direttamente coinvolta con gli architetti finanziari del Nazismo.
I suoi rapporti di affari…continuarono fino a che il patrimonio della società fu sequestrato nel 1942 nell’ambito del Trading with Enemy Act (legge che sequestrava i beni di chi aveva fatto affari con il nemico in tempo di guerra n.d.t.).

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Alcuni documenti rivelarono che la ditta per cui Prescott Bush, la Brown Brothers Harriman (BBH), agì come base statunitense per  l’industriale tedesco Fritz Thyssen, che contribuì a finanziare Hitler nel 1930 prima di cadere con lui alla fine del decennio. The Guardian ha materialmente visto la prova che dimostra che Bush è stato il direttore della UnionBanking Corporation  di New York (UBC), che rappresentava gli interessi di Thyssen negli Stati Uniti, e continuò a lavorare per la banca anche dopo che l’America entrasse in guerra.
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Bush fu uno dei membri fondatori della banca (UBC).  ... La banca era stata fondata da Harriman e dal suocero di Bush per mettere una banca statunitense al servizio dei Thyssen, la più potente famiglia di industriali della Germania.
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Alla fine del 1930, la Brown Brothers Harriman, che si considerava la più grande banca privata d'investimento del mondo, e la UBC, avevano acquisito e trasferito milioni di dollari in oro, petrolio, acciaio, carbone e buoni del tesoro USA alla Germania,  alimentando e finanziando l’ascesa di Hitler fino alla guerra.
Tra il 1931 e il 1933 la UBC acquisì più di 8 milioni di dollari in oro, di cui 3 milioni inviati all’estero. Secondo i documenti visti dal Guardian, dopo la sua istituzione, la UBC trasferì $ 2 milioni di dollari a conti BBH e tra il 1924 e il 1940 il suo giro di affari sfiorò in media i 3 milioni di dollari, scendendo solo saltuariamente a 1 milione.
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La UBC fu colta in flagrante a gestire una società di comodo americana per la famiglia Thyssen otto mesi dopo che l'America era entrata in guerra, e si scoprì che era questa la banca che aveva finanziato in parte l’ascesa di Hitler al potere.
In verità, la banche spesso finanziano entrambi i lati di una guerra:
(Il San Francisco Chronicle documentò che anche Rockefeller, Carnegie e Harriman finanziarono i programmi eugenetici nazisti,  ma di questo parliamo un’altra volta…).
Anche la Federal Reserve ed altre banche centrali hanno contribuito ad iniziare delle guerre finanziandole.
Il militare Americano più decorato nella storia ha dichiarato che la guerra è un racket, e ha aggiunto: “Non dimentichiamoci dei banchieri che hanno finanziato la grande guerra. Se c’e’ qualcuno che ne ha tratto profitto, quelli sono stati i banchieri.”
Le grandi banche hanno anche riciclato denaro sporco per i terroristi.  Quell’ impiegato di una grande banca che ha faytto la soffiata sulle  operazioni di riciclaggio di denaro per i terroristi ed i cartelli della droga,ci dice: che la grande banca sta ancora aiutando i terroristi: “La gente deve sapere che il denaro è tuttora convogliato attraverso la HSBC direttamente verso chi compra le armi ed i proiettili che uccidono i nostri soldati…Le banche che finanziano i terroristi è un fatto che riguarda tutti gli Americani, nessuno escluso.”
Ha anche detto“E’ una cosa tremendamente disgustosa che le nostre banche, il 9 settembre del 2013, STIANO ANCORA finanziando i terroristi”.
Leggete qui: Secondo la BBC ed altre fonti, Prescott Bush, JP Morgan e altri investitori importanti, hanno anche finanziato un colpo di stato contro il presidente Franklin Roosevelt, nel tentativo – fondamentalmente - di attuare un regime fascista negli Stati Uniti. Leggere quiquiqui e qui.
Kevin Zeese scrive“Gli americani stanno imparando a riconoscere il legame tra il comparto militare/industriale e gli oligarchi di Wall Street, una connessione che risale agli inizi dell’impero americano moderno. Le banche hanno sempre tratto profitto dalla guerra perché il debito creato dalle banche si traduce in un grasso bottino di guerra per la grande finanza; e perché sono state utilizzate per aprire i paesi esteri agli interessi corporativi e bancari degli Stati Uniti”.
Il Segretario di Stato William Jennings Bryan, ha scritto: "C’erano grandi interessi bancari legati alla guerra mondiale poiché grandi erano le opportunità di profitto”.
Ora molti storici riconoscono che un motivo nascosto alle origini dell’entrata in guerra degli Stati Uniti era quello di tutelare gli interessi degli investitori statunitensi. Grandi interessi commerciali statunitensi avevano fortemente investito negli alleati europei prima della guerra: “Nel 1915, la neutralità degli Americani fu oggetto di critica, mentre banchieri e commercianti iniziarono a prestare denaro e a offrire prestiti alle parti interessate dal conflitto, anche se le Grandi Potenze ne ricevettero di meno. Tra il 1915 e il 1917, gli Alleati ricevettero 85 volte l'importo prestato alla Germania”.  Il totale dei dollari prestati a tutti i mutuatari alleati in questo periodo fu di 2.581,3 milioni di dollari.
I banchieri ritennero che, se la Germania avesse vinto la guerra, i loro prestiti agli alleati europei non sarebbero stati rimborsati. Il più grande banchiere statunitense dell’epoca,  J.P. Morgan ed i suoi associati, fecero di tutto pur di trascinare gli Stati Uniti in guerra a fianco dell'Inghilterra e della Francia.  Morgan disse: “Abbiamo convenuto che dobbiamo fare tutto ciò che è legittimamente in nostro potere per aiutare gli alleati a vincere la guerra il più presto possibile”.  Il Presidente Wilson, che in campagna elettorale disse che avrebbe tenuto gli Stati Uniti fuori dalla guerra, alla fine vi entrò allo scopo di proteggere gli investimenti delle banche americane in Europa.
Il Marine più decorato nella storia, Smedley Butler, ci ha parlato delle sue guerra combattute per le “banche americane”. Ci ha detto: “Ho alle spalle 33 anni e 4 mesi di servizio militare attivo e ho trascorso la gran parte di questo tempo a fare il supersoldato per quelli del Big Business, per Wall Street e per tutti i grandi banchieri.  In poche parole, sono stato un camorrista, un gangster del capitalismo. Nel 1914 ho aiutato a mettere in sicurezza il Messico e soprattutto Tampico per gli interessi petroliferi degli Stati Uniti. Ho contribuito a rendere Haiti e Cuba dei luoghi decenti per i “ragazzi” della National City Bank;  per aiutarli ad arricchirsi ho contribuito allo stupro di una mezza dozzina di repubbliche dell'America Centrale, a beneficio di Wall Street.   Dal 1902 al 1912 ho aiutato a “purificare” il Nicaragua per la International Banking House degli Brown Brothers. Nel 1916 ho portato alla luce la Repubblica Dominicana per gli interessi americani dello zucchero. Ho aiutato a rendere l’ Honduras un posto adeguato per le compagnie frutticole americane nel 1903. In Cina, nel 1927, ho fatto in modo che la Standard Oil passasse indisturbata.  Guardando indietro, avrei potuto dare dei buoni suggerimenti ad Al Capone. Il massimo che è riuscito a fare è stato imporre il suo racket in tre distretti: io l’ho fatto su tre continenti.”
In “Confessioni di un Sicario Economico”, John Perkins descrive in che modo i prestiti della Banca Mondiale e del FMI sono utilizzati per generare profitti per le imprese statunitensi e debiti enormi per i paesi in difficoltà, consentendo così agli Stati Uniti di poterli facilmente controllare. Non è una sorpresa che ex-ufficiali militari come Robert McNamara e Paul Wolfowitz  abbiano continuato a dirigere la Banca Mondiale.  Il debito di questi paesi verso le banche internazionali assicura agli Stati Uniti il loro controllo, forzandoli in un certo senso ad entrare nella “coalizione dei volenterosi”, quella che ha contribuito attivamente all’invasione dell’Iraq, o ad acconsentire all’insediamento nel loro territorio di basi militari statunitensi.  Se i paesi si rifiutassero di “onorare” i loro debiti, la CIA o il Dipartimento di Difesa farebbero in modo da fargli rispettare la volontà politica degli Stati Uniti, provocando colpi di stato o compiendo azioni militari.
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Sono sempre più numerose le persone coscienti della stretta connessione tra il mondo bancario ed il mondo bellico…
Poiché è così: tutte le guerre sono guerre di banchieri.

Fonte: www.infowars.com
Link: http://www.infowars.com/bankers-are-behind-the-wars/
18.04.2014
Traduzione per www.comedonchisciotte.org da SKONCERTATA63

sabato 3 settembre 2011

Asia Times: Perché Gheddafi ha avuto il cartellino rosso?

DI PEPE ESCOBAR
Asia Times


Ispezionando la landa libica da una confortevole stanza strapiena di sottili schermi LCD in un palazzo di Pyongyang, l’Amato Leader della Repubblica Democratica Popolare della Corea, Kim Jong-il, deve essersi impressionato contemplando la predica del colonnello Muammar Gheddafi
"Che imbecille!", mormora prevedibilmente l’Amato Leader.

Non c’è da meravigliarsi. Sa come il Grande G ha firmato virtualmente la sua condanna a morte in quel giorno del 2003, quando accettò il suggerimento dei suoi discendenti malvagi - tutti infatuati dell’Europa – di liquidare il suo programma per le armi di distruzione di massa e di porre il futuro del suo regime nelle mani della NATO.

venerdì 26 agosto 2011

La Guerra dell'11 settembre

I costi di elevati di una guerra che ha cambiato il mondo
Prima di iniziare il calcolo dei costi - in termini economici e di vite umane perse - delle guerre dell'ultimo decennio, l'editorialista del quotidiano britannico the Guardian Jason Burke si sforza di dare un nome alla serie di conflitti a catena scaturiti dall'attacco alle World Trade Center dell'11 settembre del 2001.
Nessuno dei combattenti della battaglia di Waterloo, argomenta Burke, era consapevole che Waterloo sarebbe stata associata alla fine di Napoleone, né tanto meno i soldati impegnati nella battaglia di Castillon del 1453 potevano immaginare che l'ultimo colpo sferrato agli inglesi avrebbe chiuso la guerra dei Cent'anni e spianato la strada al Rinascimento e all'epoca moderna. Così Burke, scrivendo sul Guardian, propone per i conflitti in corsi, tutti legati tra di essi e responsabili di un nuovo corso mondiale, il nome di "9/11 wars", le guerre dell'11 settembre.
Oltre che sui campi principali di Afghanistan, Pakistan e Iraq, questa guerra si combatte dal Sudan alle Seychelles, dalla Turchia al Tagikistan. Altri scenari preesistenti

mercoledì 24 agosto 2011

L'ORO VENEZUELANO E LA VERA RAGIONE DEL PERCHE' TRIPOLI E' STATA CONQUISTATA SOLO ORA

DI HAKI
flipsideoftheeconomy.blogspot.com

Dopo molti mesi che la situazione era stabile con i ribelli a Bengasi e Gheddafi a Tripoli le cose sono drammaticamente cambiate nel corso degli ultimi tre giorni.

Ma cosa e' successo in questo brevissimo tempo, che ha cambiato le cose?

C'entra l'oro. Spieghiamoci: qualche giorno fa Chavez, il presidente del Venezuela ha richiesto a Londra il rimpatrio dell'oro che ha in deposito presso la capitale inglese (quasi 100 tonnellate).

L'oro era concesso in leasing alla Banca d'Inghilterra e il ridarlo indietro significava per essa (che non lo possiede piu') doverlo ricomprare sul mercato. Questo ha provocato il rapido incremento del metallo giallo facendolo arrivare Venerdi' a 1.881 Dollari l'oncia. inoltre il prezzi dei future a breve scadenza erano piu' alti di quelli a lunga scadenza e cio' significa che in questo momento c'e' mancanza di oro fisico.

In tutta la storia del COMEX lo stesso successe solo un'altra volta moltissimi anni fa e solo per poche ore. La situazione attuale e' quindi un fatto del tutto nuovo nel mercato dei future sull'oro.


lunedì 22 agosto 2011

Carneficina della NATO a Tripoli : Operazione Sirena

Sabato 20 agosto alle 20, all’0ora dell’Iftar, la rottura del digiuno del ramadan, la Nato ha lanciato l’Operazione Sirena.
L Sirene sono altoparlanti delle moschee che sono stati utilizzati per lanciare un appello di Al Qaeda alla rivolta. Immediatamente le cellule dormienti dei ribelli sono entrate in azione. Si è trattato di piccoli gruppi molto mobili, che hanno moltiplicato gli attacchi. I combattimenti nella notte hanno fatto 350 morti e 3.000 feriti.
La situazione si è stabilizzata nella giornata di domenica.
Una nave Nato ha attraccato vicino a Tripoli, cnsegnando armi pesanti e sbarcando jihadisti di Al Qaeda, inquadrati da ufficiali della Nato stessa.
I combattimenti sono ripresi nella notte. Con grande violenza. I droni e gli aerei della nato bombardano ovunque. Gli elicotteri mitragliano le persone nelle strade per aprire la strada ai jihadisti.

venerdì 19 agosto 2011

Scempio Usa in Sicilia : Arrivano le antenne-spia

Niscemi si Ribella. La giunta Pd-Mpa chiude un occhio: lavori al via anche se manca il nulla osta del Comune

Catania – Niente ombrelloni, pinne e occhiali, gli americani sotto Ferragosto hanno iniziato i lavori delle mega-antenne militari ad altissima frequenza a Niscemi, nel cuore della Sicilia, in provincia di Caltanissetta. La gente è all’oscuro di tutto, immense parabole basculanti e una grande colata di cemento stanno cambiando il volto della monumentale sughereta di contrada Ulmo, un sito d’importanza comunitaria, dove gli agricoltori non possono realizzare muretti in cemento né stradine di servizio. Le foto che il Fatto può mostrare, scattate dal consigliere comunale di Niscemi Massimiliano Ficicchia, rappresentano la prova che lo “scempio” è iniziato.

Nella calura estiva il fresco dei sugheri secolari ha lasciato spazio a centinaia di Tir e motopale che si aggirano rivoltando il terreno per piantare pilastri di ferro e cemento. Al posto dei muretti a secco adesso c’è un reticolato con un grande cartello: “Warning – U.S. Navy Installation – Installazione militare della Marina statunitense”.

“Qui si gioca con la salute dei cittadini”, incalza il consigliere Ficicchia che per protesta è uscito dalla maggioranza targata Pd-Mpa, che sarebbe “distratta”, anche se il sindaco Giovanni Di Martino in passato è stato sempre in prima fila durante cortei e manifestazioni.

giovedì 4 agosto 2011

Siria:USA finanziano i gruppi di opposizione dal 2005, 50 Milioni di dollari in due anni


il "governo degli Stati Uniti ha stanziato 50 milioni di dollari negli ultimi due anni per sviluppare nuove tecnologie per aiutare gli attivisti a proteggersi dall’arresto e dai processi dei governi autoritari." L’articolo ha poi spiegato che "sessioni di addestramento organizzate dagli USA per 5.000 attivisti in varie parti del mondo. Una sessione tenuto nel Medio Oriente di circa sei settimane ha riunito attivisti dalla Tunisia, dall’Egitto, dalla Siria e dal Libano che sono tornati nei rispettivi paesi con lo scopo di addestrare i propri colleghi."


DI TONY CARTALUCCI
Land Destroyer
Quando i media di regime proclamano che i manifestanti siriani sono "per la gran parte disarmati", stanno dicendo in modo orwelliano che sono davvero ben armati.
Los Angeles Times, La repressione in Siria soffia sulle fiamme settarie: "Nell’aver scatenato il potere militare contro i contestatori arabi sunniti e curdi per la gran parte disarmati, il regime di Assad, dominato dalla minoranza degli alawiti - un ramo degli sciiti -, ha acuito le divisioni etniche e settarie della regione."
The Australian, Assalto siriano dopo che sono stati 'massacrati’ dei soldati: "Gli attivisti siriani dicono che più di 1.300 persone, per la gran parte civili disarmati, sono morti nelle manifestazioni ispirate dalle rivolte popolari in tutto il Medio Oriente e nel Nord Africa."

BBC, La crisi in Siria: un report delle NU la repressione delle proteste: "L’uso dei proiettili contro i civili per la gran parte disarmati ha ucciso circa 1.100 persone, come riporta il resoconto."

MSNBC,
Assad in Siria toglie l’incarico al governatore di Hama nel tentativo di calmare i dimostranti: "I gruppi a tutela dei diritti civili in Siria hanno detto che sono state uccise più di 1.400 persone, manifestanti per la gran parte disarmati, dalla metà di marzo."

mercoledì 3 agosto 2011

L'inganticidio "nuova tattica" della NATO: il massacro di Sorman

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L’International Organization for Peace, Care and Relief (IOPCR) è particolarmente attiva in Algeria, Iran, Sudan e Palestina. Porta soccorso alle vittime di disastri naturali e conflitti armati. La sua azione esemplare a Gaza e in Cisgiordania è salutata d tutti. Qui Khaled el-Hamedi riceve la medaglia del coraggio dalle mani del primo ministro Ismail Haniyeh. Ha ricevuto la stessa decorazione da Mahmoud Abbas




Era una festa di famiglia alla libica Jamahiriya. Tutti erano venuti a celebrare il terzo compleanno del piccolo Al-Khweldy. Nonni, fratelli e sorelle, cugini affollavano la casa di Sorman, 70 chilometri ad ovest della capitale, un grande parco in cui sono state costruite le ville degli uni e degli altri, delle semplici case a un piano.
Nessun sfarzo, ma la semplicità del popolo del deserto. Un ambiente pacifico e unito. Il nonno, maresciallo Al-Hamed Al-Khweldy, vi allevava uccelli: "Questo è un eroe della rivoluzione che ha partecipato al rovesciamento della monarchia e alla liberazione del Paese dallo sfruttamento coloniale. Siamo tutti orgogliosi di lui. Il figlio, Khaled Al-Hamed, Presidente dell’IOPCR, una delle più grandi organizzazioni umanitarie arabe, vi alleva cervi. Una trentina bambini correvano in tutte le direzioni tra gli animali.
Si preparava anche il matrimonio di suo fratello Mohammed, partito per il fronte a combattere i mercenari stranieri controllati dalla NATO. La cerimonia doveva aver luogo qui, tra pochi giorni. La sua sposa era già radiosa.

lunedì 25 luglio 2011

STOP EXPORT. VERSO LA GUERRA DELLE RISORSE ?

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Piccolo ma significativo esempio di come le notizie importanti non vengono date o, quando vengono date, sono nascoste in modo che non si vedano. Per esempio non mi risulta che alcun giornale italiano, per non parlare dei telegiornali, abbia dato rilievo alle cose che seguono. Recentemente il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio – uno dei tre membri della sacra autorità del Consenso Washingtoniano, insieme al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale – ha pubblicato un rapporto speciale il cui titolo tecnico è apparentemente anodino e concerne le restrizioni alle esportazioni. Da questo emerge che ben 30 nuove restrizioni sono sorte, in diversi paesi, che impediscono o limitano l’esportazione di determinate materie prime. E si tratta di materie prime in quasi tutti i casi cruciali: generi alimentari, carbone, minerali di ferro, terre rare.

lunedì 11 luglio 2011

Incontro con il ministro libico per la Cooperazione: la guerra un distatro economico per l'Africa e l'Europa


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Mohammed Siala riceve gli investigatori di Rete Voltaire

© Mahdi Darius Nazemroaya/Rete Voltaire
 Uno dei motivi della guerra contro la Libia è quello di fermare lo sviluppo del continente, consentire l’installazione della base militare dell’US Africom in Cirenaica e l’avvio dello sfruttamento coloniale dell’Africa a beneficio degli Stati Uniti. Per capire questi problemi nascosti, la Rete Voltaire ha intervistato Mohammed Siala, ministro della cooperazione e direttore del fondo sovrano libico.




lunedì 27 giugno 2011

Propaganda di Guerra : Stupri di massa in Libia


L’accusa di stupro di massa a volte è una realtà, ma anche una classica propaganda di guerra. In questo caso, una bugia di questa natura è stata accuratamente costruita dai servizi della NATO contro il colonnello Gheddafi. Ricordiamo la sua cronologia:
Il 29 marzo 2011, la giovane Imam al-Obeidi (29) entra nella hall dell’Hotel Rixos a Tripoli, che ospita molti giornalisti occidentali. Afferma di esser stata arrestata due giorni prima in un posto di blocco, e poi di essere stata rapita e violentata da 15 uomini pro-Gheddafi. Mostra le sue ferite ai giornalisti del New York Times e di Reuters, prima di essere presa dai servizi di sicurezza. La giovane donna diventa rapidamente un’icona e dà varie interviste alla stampa occidentale. In definitiva, ha lasciato la Libia il 5 maggio, attraverso la Tunisia, con l’aiuto dei servizi segreti francesi e prima è andata in Qatar e poi ha ottenuto asilo politico negli Stati Uniti, grazie all’intervento della Segretaria di Stato Hillary Clinton.

sabato 18 giugno 2011

Il Piano di destabilizzazione della Siria


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Il ministro degli Affari Esteri francese Alain Juppé e
la sua omologa statunitense Hillary Clinton,
il 6 giugno a Washington. © Dipartimento di Stato.  

Le operazioni condotte contro la Libia e la Siria mobilitano gli stessi attori e le stesse strategie. Ma i loro risultati sono molto diversi perché questi stati non sono comparabili. Thierry Meyssan analizza il parziale fallimento delle forze coloniali e contro-rivoluzionarie e pronostica un nuovo passaggio del pendolo nel mondo arabo.
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Il tentativo di rovesciare il governo siriano, per molti aspetti è simile a quanto è stato fatto in Libia, sebbene i risultati siano assai diversi a causa delle particolarità sociali e politiche. Il progetto di spezzare questi due Stati è stato impostato il 6 Maggio 2002 da John Bolton, quando era sottosegretario di stato nell’amministrazione Bush, la sua attuazione da parte dell’amministrazione Obama, nove anni dopo, nel il contesto del risveglio arabo, non avviene senza problemi.

mercoledì 1 giugno 2011

MISURATA bombardata con le bombe a Grappolo dagli USA e non da GHEDDAFI

DI HUMAN RIGHT INVESTIGATIONS
Global Research
L’indagine in corso dall’HRI sui bombardamenti dell’11 aprile su Misurata con le bombe a grappolo ha trovato prove convincenti del fatto che il bombardamento è stato compiuto dalle forze navali USA.

Il bombardamento di Misurata
Il 15 aprile del 2011, durante il giorno, a Misurata sono state mostrate agli uomini di Human Rights Watch (HRW) e a C.J. Chivers, un giornalista del New York Times, alcune sotto-munizioni di una bomba a grappolo MAT-120.

In quel pomeriggio, durante gli scontri tra i ribelli e le forze lealiste, il personale di Human Rights Watch ha assistito all’atterraggio di un gruppo di 3 o 4 ordigni nelle aree residenziali di Misurata. HRW ha assistito agli effetti di quei bombardamenti.


martedì 31 maggio 2011

La guerra segreta della NATO in Libia

La guerra segreta della NATO in Libia

Il testo che segue esamina i piani di guerra e le operazioni di intelligence NATO-USA relativi alla Libia, prima dell’inizio della sollevazione, in Libia orientale, e dell’adozione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. 
Fin dall’inizio, il conflitto in Nord Africa era destinato a risolversi in una vera guerra della NATO. Il Pentagono e la NATO non solo hanno armato il Consiglio di transizione, in violazione del diritto internazionale, ma avevano anche forze sul campo fin dall’inizio.




venerdì 20 maggio 2011

La Siria vista dalla Siria

no-terrorism-megadi Antonella Appiano - conbagaglioleggero.com

Sono in Siria da quasi tre mesi. Una premessa sull’informazione.
1) Fin dall’inizio della “crisi siriana” l’informazione dei media internazionali – la maggior parte dei quali non aveva corrispondenti sul posto – è stata scorretta. L’ho potuto constatare, in diverse occasioni, come testimone diretta. Mi riferisco, in questo caso a Damasco.

E ne ho scritto qui sul mio blog poi sul quotidiano on line www.Lettera43.it nelle mie corrispondenze, “Diario da Damasco”.

Durante questo periodo ho raccolto testimonianze di attivisti, di oppositori, di sostenitori del regime, di esponenti del partito comunista, di gente comune. Persone in carne ed ossa con un nome, un volto, un mestiere. Penso più attendibili quindi di voci anonime telefoniche. Eppure non le ho mai divulgate come “verità” in quanto le testimonianze non erano confermate da fonti indipendenti.

lunedì 16 maggio 2011

La contro-rivoluzione in Medio Oriente

Un clan saudita, i Sudairi, è al centro dell’onda contro-rivoluzionaria lanciata sul Medio Oriente dagli Stati Uniti e da Israele. In una sintesi completa, pubblicata a puntate sul più grande quotidiano in lingua russa, Thierry Meyssan da Damasco disegna il quadro generale delle contraddizioni che travagliano la regione.


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L’immagine ha fatto scandalo negli Stati Uniti: durante il G20, Obama si inchina verso il re saudita e gli bacia la mano.
In pochi mesi, sono caduti tre governi filo-occidentali nel mondo arabo: il parlamento ha rovesciato il governo libanese di Saad Hariri, mentre i movimenti popolari cacciavano Zine el-Abbidine Ben Ali dalla Tunisia, e poi arrestato Hosni Mubarak in Egitto. Questi cambiamenti di regime sono accompagnati da manifestazioni contro il dominio degli Stati Uniti e il sionismo. Essi avvantaggiano politicamente l’Asse della Resistenza, incarnato a livello statale da Iran e Siria, e sul piano sub-statale da Hezbollah e Hamas. Per condurre la contro-rivoluzione in questa regione, Washington e Tel Aviv hanno usato il loro miglior supporto: il clan Sudairi, che interpreta più di ogni altro il dispotismo al servizio dell’imperialismo.

venerdì 13 maggio 2011

Usa : dal Congresso nuova dichiarazione di guerra permanente

Il Congresso americano propone una nuova dichiarazione di guerra che autorizza l'impiego delle forze armate Usa in un conflitto senza fine, senza confini e senza un chiaro nemico. L'allarme delle associazioni per i diritti civili
Chi si illudeva che con l'uccisione di bin Laden gli Stati Uniti avrebbero proclamato la fine della 'guerra al terrorismo' contro al Qaeda dichiarata dopo l'11 settembre 2001, si sbagliava.
Al contrario, l'America sta valutando di ampliare i limiti geografici, politici e temporali del conflitto, trasformandolo in una guerra globale permanente.
In questi giorni la commissione Difesa del Congresso Usa - dallo scorso novembre a maggioranza repubblicana - sta esaminando il testo di una nuova dichiarazione di guerra* che 'aggiorna' quella approvata il 18 settembre 2001. A differenza del vecchio testo, che in nome del diritto di autodifesa autorizzava l'uso della forza militare ''contro nazioni, organizzazioni e persone responsabili degli attacchi lanciati contro gli Stati Uniti (...) al fine di prevenire nuovi atti di terrorismo'', il nuovo testo redatto dal repubblicano Howard McKeon descrive una guerra senza fine, senza confini e senza un chiaro nemico.
''Gli Stati Uniti - recita la proposta in esame - sono impegnati in un conflitto armato contro nazioni, organizzazioni e persone che sono parte o sostengono al Qaeda, i talebani o forze collegate impegnate in ostilità contro gli Usa o i partner della Coalizione o a favore di suddette nazioni, organizzazioni o persone''.
La nuova dichiarazione di guerra autorizza anche la detenzione dei nemici senza limiti di tempo: ''Il presidente ha l'autorità di detenere belligeranti fino al termine delle ostilità''.
Il testo ha suscitato l'allarme di tutte le associazioni americane per i diritti civili, per i diritti umani e contro la guerra.
In un'accorata lettera aperta ai membri della commissione Difesa, l'Unione americana per le libertà civili (Aclu) e altre ventidue organizzazioni chiedono di non approvare questa legge che ''dà al presidente poteri di guerra vastissimi e praticamente irrevocabili, impegnando gli Stati Uniti in una guerra su scala globale senza un chiaro nemico, senza alcun limite geografico e senza termini di tempo legati al raggiungimento di un obiettivo''.
''A differenza della dichiarazione di guerra del 2001 che autorizzava l'attacco in Afghanistan e la caccia a Osama bin Laden - si legge ancora nella lettera dell'Aclu - questa proposta non cita un danno specifico, come gli attacchi dell'11 settembre, o una specifica minaccia al paese: si afferma che gli Stati Uniti sono in guerra ovunque vi siano presunti terroristi, a prescindere dall'esistenza di un reale pericolo. Il Congresso delega al presidente poteri di guerra assoluti, di un'ampiezza senza precedenti, che lo autorizzano a ordinare l'uso della forza militare indipendentemente da attacchi avvenuti o potenziali contro gli Stati Uniti''.
''La nuova dichiarazione di guerra - continua la lettera - non specifica obiettivi finali e criteri in base ai quali verrebbe meno la delega congressuale dei poteri di guerra presidenziali: i vasti termini di questo conflitto potrebbero perdurare decenni''. In base a questo testo ''le forze armate Usa potrebbero essere impiegate in Somalia, in Yemen, in Iran, in quasi tutti i paesi del Medio Oriente, dell'Africa e dell'Asia, ma anche nei paesi europei, in Canada e, ovviamente, negli stessi Stati Uniti contro cittadini americani''.

* Sezione 1034, pagina 20, del National Defense Authorization Bill per l'anno 2012
peacereporter.com

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